Louise

Louise ha cinquantasette anni ed è nata ad Haiti. È arrivata qui quand’era giovane, negli anni ottanta. Fa l’infermiera, ha due figli e un marito moreno y guapo. Dice così perché sta facendo l’esame orale che conclude il suo corso di spagnolo. Poi mi racconta dei due figli che vanno all’università, uno in Michigan e l’altro in Maryland, e della madre ottantenne che vive con lei.

Man mano che risponde alle mie domande mi rendo conto che sta facendo una performance straordinaria. Non sbaglia né un verbo né una concordanza, ha un discreto vocabolario e regge la conversazione senza bisogno di aiuto. Tutto questo dopo solo dodici lezioni, il mercoledì sera dalle cinque e tre quarti alle otto, in mezzo a compagni di classe abbastanza dementi e con un insegnante non di madre lingua.

L’argomento contro l’uguaglianza è che deprime la voglia di darsi da fare perché elimina la possibilità stessa di migliorare la propria condizione.

Ma l’ineguaglianza, soprattutto nella forma estrema con cui si è affermata nel nostro tempo, mortifica il talento. Costringe potenziali geni, come questa donna qui che adesso si è messa ad azzeccare anche gli accenti, a impiegare tutte le loro capacità   per salire il primo scalino, il più difficile, quello che ti fa uscire dalla miseria. Ma se all’università avesse potuto andarci a vent’anni, Louise la sua intelligenza l’avrebbe messa al servizio di qualcosa di grande. Con guadagno della società, mica solo suo.

Louiseultima modifica: 2013-12-13T06:08:27+01:00da mcodebo
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