Padri e figli

Il link qua sotto porta a uno spot pubblicitario realizzato da Carta Visa per il mercato brasiliano:

http://video.repubblica.it/dossier/brasile-2014-mondiali-calcio/mondiali-2014-nello-spot-c-e-paolo-rossi-incubo-dei-brasiliani/149103/147612?ref=HRESS-10

Lo spot gioca sulla memoria dei mondiali di Spagna, quando l’Italia eliminò il Brasile che era il grande favorito del torneo. I tre goal degli azzuri li segnò Paolo Rossi, quello stesso che, appesantito e incanutito, è il cliente del barbiere nel video.

Anni fa, un amico brasiliano mi disse che il Brasile di quell’anno era fortissimo ma se encontrou com Paolo Rossi. Nella memoria dei brasiliani la sconfitta dell’82 si spiega solo così, senza che c’entrino i difetti della squadra, gravi in difesa e gravissimi nel portiere.

Tutto questo per spiegare che il barbiere non si ritrova in negozio un semplice avversario ma un inviato del destino, una specie di incarnazione del male.

Trovo lo spot splendido; non tanto per il confronto fra il  barbiere e Paolo Rossi, che è divertente ma abbastanza scontato, non poteva certo sgozzarlo, ma per il ricordo di quello che era successo nel negozio al tempo dei mondiali di Spagna. Nelle occhiate che si scambiano il barbiere bambino e suo padre c’è un denso va e vieni, col padre che vorrebbe proteggere il figlio, al terzo goal di Rossi ha capito che è finita e vorrebbe evitargli il dolore, ma che nello stesso tempo tradisce la propria fragilità davanti ad un evento che lo lascia impotente. Il barbiere bambino non guarda la partita ma la vede attraverso la disperazione del padre. Tutto questo spiega i suoi pensieri di vendetta trentadue anni dopo e e dà ancor più valore alle parole con cui fa pace con Rossi: volte sempre Paulinho [torna quando vuoi Paolo].

Ora la domanda è questa: ma come hanno fatto il regista e gli attori di questo spot a sintetizzare in venti secondi un groviglio di sentimenti e pulsioni che ha occupato tutto il Novecento? su cui si sono costruite teorie, scritti  centinaia di romanzi e girati decine di film? Mi faccio la domanda perché questo video è un prodotto commerciale per definizione, creato per far sottoscrivere una carta di credito.

Direi che non ho risposta. O meglio, quella che avrei, l’indipendenza dell’artista non è per niente un fattore decisivo nella produzione della bellezza, mi sgomenta un po’. Quindi adesso lo scrivo qui, poi ci penso su.

Padri e figliultima modifica: 2013-12-07T06:18:05+01:00da mcodebo
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