Buon compleanno Cristianesimo

 Alla vigilia del compleanno di un signore che per comodità chiamo Cristianesimo, penso che non sia carino ricordare le tremende nefandezze che ha combinato nei duemila anni e passa che sta a questo mondo.

Mi sembra invece più simpatico parlare delle cose buone che Cristianesimo ha combinato e specialmente di una, il suo contributo a rendere meno dolorosa l’esistenza di chi per vivere deve vendere se stesso come forza lavoro.

Sono convinto che il problema di come limitare, o magari eliminare, l’oppressione che si esercita e subisce attraverso il lavoro sia la questione chiave della civiltà. Delle tre forme che questa oppressione hanno organizzato, schiavitù, servitù, lavoro salariato, l’ultima ha trovato il suo contravveleno nella cultura e nella pratica del movimento operaio.

Che su questo terreno Cristianesimo abbia esercitato un’azione positiva non è un fatto facilissimo da osservare quando si guarda la Storia, anche perché nel suo campo hanno spesso agito forze contrastanti, schierate sugli opposti versanti del conflitto fra le classi.

Ma a me basta considerare cosa è successo al mondo da quando esiste il lavoro salariato e fare un confronto. Nelle aree del pianeta dove la presenza di Cristianesimo è più radicata, il movimento operaio (in tutte le sue forme: associazioni di mutuo soccorso, sindacalismo, organizzazione di partiti politici) è stato più forte che in zone caratterizzate da altre esperienze.

Allora io penso che sia andata così: nella parola diffusa da Cristianesimo è nascosto un germe egualitario che altrove manca. Il primo frutto di questo seme sono stati tre secoli, dal ‘300 al ‘600, durante in quali un’interpretazione egualitaria del Vangelo ha animato la rivolta e la speranza: dai movimenti pauperistici del basso Medio Evo fino ai Livellatori inglesi, passando per la rivoluzione dei contadini tedeschi durante la Riforma.

Dopo un secolo e mezzo vissuti sottoterra, la cultura della solidarietà e dell’uguaglianza è riemersa nel secondo grande ciclo egualitario, quello iniziato nel 1789, con la Rivoluzione Francese, e terminato nel 1989, con la fine dell’Unione Sovietica. La crisi che stiamo vivendo, che dell’esaurimento di quel ciclo è figlia, è il nome che prende il trasferimento del lavoro dalle aree storiche del radicamento di Cristianesimo a quelle dove la sua presenza è meno forte.

Sono questi i pensieri, che la sera prima del suo compleanno, mi fanno mandare un sincero grazie a Cristianesimo.

 

 

Buon compleanno Cristianesimoultima modifica: 2012-12-24T21:58:00+01:00da mcodebo
Reposta per primo quest’articolo
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Buon compleanno Cristianesimo

I commenti sono chiusi.